Qualche settimana fa ho ricevuto una richiesta di aiuto da parte di un utente.

Leggi l’email che mi ha inviato questa persona.

Nel mese di agosto ho preso una multa per eccesso di velocità, che ho pagato regolarmente sapendo di avere commesso effettivamente l’infrazione, perchè guidavo io.

Nel verbale dei vigili leggevo che la mia infrazione comportava la decurtazione di 5 punti dalla patente di guida.

Per cui pensai che, oltre al pagamento della sanzione pecuniaria, mi fossero stati decurtati i punti dalla patente.

Il verbale di infrazione conteneva anche la postilla relativa all’obbligo del proprietario di comunicare i dati del conducente.

Tuttavia, nella considerazione che: 1) guidavo personalmente il veicolo di mia proprietà il giorno dell’nfrazione; 2) avevo pagato la multa; 3) pensavo che mi avessero già tolto i punti dalla patente, non effettuai alcuna comunicazione.

Ora mi è arrivata la multa da 263 euro per omessa comunicazione dei dati del conducente.

La domanda é: devo pagare la seconda multa o posso fare ricorso?

Cordiali saluti

A questa email ne sono seguite tante altre relative alla stessa tipologia di infrazione.

La cosa davvero interessante è che tutti gli utenti, nel manifestare il loro disappunto per la multa ricevuta, seguivano lo stesso filo di ragionamento.

Questa sanzione amministrativa è molto particolare rispetto alle altre tipologie di violazione al codice della strada.

Difatti, si discosta dalle classiche ipotesi di trasgressione automobilistica (es. divieto di sosta, mancato rispetto del segnale semaforico etc.).

Nel caso di omessa comunicazione ti viene contestato il solo fatto di non aver fornito i dati di chi ha compiuto una violazione al codice della strada.

L’organo di polizia non ha identificato il responsabile e tu ne paghi le conseguenze!

Non è da escludere il caso che sia stato proprio tu a commettere l’infrazione, ma tale possibilità rende ancora più assurda la sanzione prevista dall’art. 126 bis – comma 2 – del c.d.s. .

Questo è il pensiero comune di tutta la collettività!

L’auspicio è che – in un futuro prossimo – questa norma venga abolita una volta e per tutte!

Ma – nelle more – non puoi che accettare il dettato normativo e cercare di difenderti da questa multa nel miglior modo possibile.

Ovviamente, puoi ricorrere da solo davanti al giudice di pace o al prefetto per opporti dalla sanzione.

Tuttavia, se presenti un ricorso lacunoso e generico, le probabilità di vittoria sono pressocchè nulle!

La peculiarità della sanzione a tuo carico esige una difesa più tecnica, attraverso delle valide argomentazioni giuridiche da inserire nel ricorso.

A tale scopo, ho preparato per te la formula di ricorso, con le motivazioni di diritto (supportate dalla giurisprudenza), da presentare davanti al giudice di pace competente.

Il modello di ricorso è disponibile in formato RTF (compatibile con i principali programmi di videoscrittura).

Tu dovrai solo compilare i campi lasciati vuoti (es. NOME COGNOME), al fine di personalizzare al massimo il tuo ricorso.

Per la compilazione della formula di ricorso hai bisogno anche dei dati riportati nel primo verbale di infrazione. Quindi, recupera tra le tue carte anche la prima multa e la ricevuta del pagamento già effettuato per questa sanzione. Tali documenti dovrai anche allegarli al tuo ricorso unitamente al verbale per omessa comunicazione dati.

Sappi che la formula di ricorso verrà aggiornata periodicamente nei contenuti, in caso di novità normative e giurisprudenziali.

Il costo della formula di ricorso è di € 25,00.

Ricorso in opposizione alla mancata comunicazione dati del conducente (art. 126 bis c.d.s.)
Ricorso in opposizione alla mancata comunicazione dati del conducente (art. 126 bis c.d.s.)
La formula di ricorso per contestare la multa per omessa comunicazione dei dati del conducente nel caso in cui hai pagato il primo verbale di infrazione. I 2 modelli di ricorso per agire davanti al Giudice di Pace o al Prefetto.
Prezzo: €25.00

 

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