Qualche settimana fa il titolare di una società che si occupa di “trasporti” a livello nazionale mi ha contattato telefonicamente per la contestazione di una multa ricevuta in occasione di un trasporto merci da Catania a Lucca, avvenuto tramite un automezzo aziendale.

Durante il colloquio telefonico questa persona si lamentava del fatto di ricevere svariati verbali di infrazione all’anno, proprio in virtù della prevalente attività lavorativa su strada.

A un certo punto l’imprenditore mi domandava se la legge prevedesse la possibilità di “scaricare” dalla dichiarazione dei redditi gli oneri derivanti dalle sanzioni amministrative.

Il tema della deducibilità delle sanzioni amministrative dal reddito d’impresa è tanto ostico quanto “aperto” a vari orientamenti – discordanti tra loro – in dottrina e giurisprudenza.

La disputa sorge in virtù dell’aspetto etico-morale del costo da dedurre, atteso che la sanzione amministrativa rappresenta comunque la risposta dello Stato a un fatto illecito.

Come tale, è difficile accettare la possibilità di affrancare il contribuente, di fronte a una sua condotta punita dalle istituzioni.

Tuttavia, non si può negare che chi fa del proprio lavoro “su strada” l’attività prevalente  è esposto   maggiormente al rischio di infrazioni al codice della strada, anche per fatto dovuto ai propri dipendenti nell’esercizio di attività di trasporto.

Sull’argomento trattato segnalo al lettore, che vuole approfondire la disputa, degli articoli pubblicati online da siti autorevoli.

Il primo articolo – diviso in 2 parti – è scritto da Annalisa Cazzato su Fisco Oggi e lo puoi trovare a questi indirizzi:

PRIMA PARTE

SECONDA PARTE

Come pure ti segnalo un articolo pubblicato su Info Iva dedicato alla deducibilità delle multe per gli agenti di commercio.

Buona lettura!