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	<title>Multe-Ingiuste.com &#187; 244/2006</title>
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		<title>Leggi come la Corte Costituzionale affronta il problema della comunicazione dei dati del conducente</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 17:29:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Avv. Salvatore Iozzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione dati del conducente]]></category>
		<category><![CDATA[Giurisprudenza]]></category>
		<category><![CDATA[244/2006]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione dati conducente]]></category>
		<category><![CDATA[corte costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[ordinanza]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ordinanza n° 244 del 22 giugno 2006
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE COSTITUZIONALE
composta dai signori:
- Annibale MARINI Presidente
- Franco BILE Giudice
- Giovanni Maria FLICK &#8221;
- Francesco AMIRANTE &#8221;
- Ugo DE SIERVO &#8221;
- Romano VACCARELLA &#8221;
- Paolo MADDALENA &#8221;
- Alfio FINOCCHIARO &#8221;
- Alfonso QUARANTA &#8221;
- Franco GALLO &#8221;
- Luigi MAZZELLA &#8221;
- Gaetano SILVESTRI &#8221;
- Sabino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-310" style="border: 0pt none;" title="corte-costituzionale" src="http://www.multe-ingiuste.com/wp-content/uploads/2008/11/corte-costituzionale.jpg" alt="" width="460" height="306" /></h3>
<h3 style="text-align: center;"><span><span style="color: #993300;">Ordinanza n° 244 del 22 giugno 2006</span></span></h3>
<p>REPUBBLICA ITALIANA<br />
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO<br />
LA CORTE COSTITUZIONALE</p>
<p>composta dai signori:<br />
- Annibale MARINI Presidente<br />
- Franco BILE Giudice<br />
- Giovanni Maria FLICK &#8221;<br />
- Francesco AMIRANTE &#8221;<br />
- Ugo DE SIERVO &#8221;<br />
- Romano VACCARELLA &#8221;<br />
- Paolo MADDALENA &#8221;<br />
- Alfio FINOCCHIARO &#8221;<br />
- Alfonso QUARANTA &#8221;<br />
- Franco GALLO &#8221;<br />
- Luigi MAZZELLA &#8221;<br />
- Gaetano SILVESTRI &#8221;<br />
- Sabino CASSESE &#8221;<br />
- Maria Rita SAULLE &#8221;<br />
- Giuseppe TESAURO &#8221;</p>
<p>ha pronunciato la seguente</p>
<p>ORDINANZA</p>
<p style="text-align: justify;">nel giudizio di legittimità costituzionale dell&#8217;art.  126-bis,  comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), introdotto dall&#8217;art. 7, comma 1, del decreto legislativo  15 gennaio 2002, n. 9 (Disposizioni integrative e correttive  del  nuovo codice della strada, a norma dell&#8217;articolo 1, comma 1, della legge 22 marzo 2001, n. 85), nel testo  risultante  all&#8217;esito  della  modifica apportata dall&#8217;art. 7, comma 3,  lettera  b),  del  decreto-legge  27 giugno 2003, n.  151  (Modifiche  ed  integrazioni  al  codice  della strada), convertito, con modificazioni, dalla legge 1°  agosto  2003, n. 214, nonché dell&#8217;art. 180, comma 8, del medesimo d.lgs. n. 285 del 1992, promosso con ordinanza del 15 novembre 2005 dal Giudice di pace di Aosta, nel procedimento civile vertente  tra  Autosalone  Columbia s.n.c. e la Regione Valle d&#8217;Aosta/Vallée d&#8217;Aoste, iscritta al  n.  20 del registro ordinanze 2006 e  pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale della Repubblica n. 6, prima serie speciale, dell&#8217;anno 2006.</p>
<p style="text-align: justify;">Visto,  l&#8217;atto  di  intervento  del  Presidente  del  Consiglio   dei ministri; udito nella camera di consiglio del 7 giugno 2006 il Giudice relatore Alfonso Quaranta.</p>
<div class="text" style="text-align: justify;">
<div class="ArborTitolo" style="text-align: justify;"><strong>Ritenuto</strong></div>
<div class="ArborPara">che il Giudice di pace di Aosta ha sollevato questione di legittimità costituzionale &#8211; in riferimento all&#8217;art. 3 della Costituzione &#8211; dell&#8217;art. 126-bis, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), introdotto dall&#8217;art. 7, comma 1, del decreto legislativo 15 gennaio 2002, n. 9 (Disposizioni integrative e correttive del nuovo codice della strada, a norma dell&#8217;articolo 1, comma 1, della legge 22 marzo 2001, n. 85), nel testo risultante all&#8217;esito della modifica apportata dall&#8217;art. 7, comma 3, lettera b), del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151 (Modifiche ed integrazioni al codice della strada), convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2003, n. 214, nonché dell&#8217;art. 180, comma 8, del medesimo d.lgs. n. 285 del 1992;</div>
<div class="ArborPara">che il rimettente premette di dover giudicare il ricorso proposto dalla società &#8220;Autosalone Columbia&#8221; s.n.c. avverso ordinanza-ingiunzione prefettizia che confermava l&#8217;irrogazione della sanzione, contemplata dall&#8217;art. 180, comma 8, del codice della strada, a carico della predetta società, per non avere la stessa ottemperato all&#8217;invito a fornire, ai sensi dell&#8217;art. 126-bis, comma 2, del medesimo codice, le generalità del conducente della vettura di proprietà della società ricorrente;</div>
<div class="ArborPara">che, secondo il Giudice di pace di Aosta, il combinato disposto delle norme testé menzionate &#8211; nel sanzionare sul piano pecuniario la mancata comunicazione, da parte del proprietario del veicolo, dei dati personali e della patente del conducente non identificato al momento dell&#8217;accertata infrazione &#8211; violerebbe l&#8217;art. 3 della Costituzione sotto due distinti profili;</div>
<div class="ArborPara">che, difatti, in virtù di tali norme «si impone al titolare di una ditta» &#8211; per sottrarsi all&#8217;irrogazione della sanzione di cui all&#8217;art. 180, comma 8, del codice della strada &#8211; di «indicare quale dipendente sia stato alla guida di un veicolo aziendale» in occasione dell&#8217;accertata infrazione, ovvero, in caso contrario, «di effettuare il pagamento di una somma di denaro»;</div>
<div class="ArborPara">che in tal modo si darebbe vita, <em>ex lege</em>, ad «una evidente disparità di trattamento tra i cittadini, in particolare tra coloro che hanno la capacità patrimoniale di assolvere all&#8217;adempimento imposto e coloro che non hanno tale capacità», ponendosi questi ultimi nella necessità di «indicare un nominativo che funga da &#8220;capro espiatorio&#8221;»;</div>
<div class="ArborPara">che accanto all&#8217;ipotizzato contrasto con il principio di eguaglianza si assume la violazione dell&#8217;art. 3 della Costituzione «anche sotto il profilo della ragionevolezza»;</div>
<div class="ArborPara">che il rimettente &#8211; non senza evidenziare che «la sanzione prevista per il proprietario del veicolo non è riconducibile alla trasgressione di una specifica norma relativa alla circolazione stradale» &#8211; sottolinea che essa appare destinata ad operare anche quando, come «nel caso in questione», il destinatario abbia ottemperato, «presentandosi o scrivendo», all&#8217;invito a rispondere, seppur al solo fine di esporre di non poter rivelare i dati personali e della patente del conducente non identificato al momento dell&#8217;infrazione, tenuto conto «che la richiesta perviene a distanza di molti mesi dall&#8217;avvenuta violazione», e dunque fornendo una motivazione «legittima e ragionevole», specie in considerazione della inesistenza di norme che impongano al proprietario del veicolo «di prendere nota giornalmente dei dati del conducente, familiare o dipendente»;</div>
<div class="ArborPara">che su tali basi, quindi, il giudice <em>a quo</em> ha concluso per la declaratoria di illegittimità costituzionale del combinato disposto delle norme impugnate;</div>
<div class="ArborPara">che è intervenuto in giudizio, con il patrocinio dell&#8217;Avvocatura generale dello Stato, il Presidente del Consiglio dei ministri, il quale ha concluso per la inammissibilità o infondatezza della questione sollevata;</div>
<div class="ArborPara">che, secondo la difesa dello Stato, la stessa «è da ritenersi inammissibile in quanto il giudice <em>a quo</em> ha omesso di descrivere la fattispecie sottoposta al suo esame e di motivare sulla rilevanza»;</div>
<div class="ArborPara">che la difesa erariale evidenzia, in subordine, come il prospettato dubbio di costituzionalità sia comunque privo «di ogni fondamento»;</div>
<div class="ArborPara">che, difatti, la scelta della «sanzionabilità, sul piano patrimoniale, della condotta del proprietario del veicolo che ometta di comunicare &#8211; ai fini dell&#8217;applicazione delle sanzioni anche di natura personale previste dal codice della strada &#8211; i dati personali e della patente del conducente», lungi dall&#8217;essere irragionevole, si presenta coerente con l&#8217;obbligo di vigilanza «posto a carico di chi ha la disponibilità del veicolo» dall&#8217;art. 6 della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale) e dagli artt. 196 e 214, comma 1-bis, del codice della strada, non presentando alcun profilo di incostituzionalità, come avrebbe ribadito questa Corte nella sentenza n. 27 del 2005.</div>
<div class="text">
<div class="ArborTitolo" style="text-align: justify;"><strong>Considerato</strong></div>
<div class="ArborPara">che il Giudice di pace di Aosta ha sollevato questione di legittimità costituzionale &#8211; in riferimento all&#8217;art. 3 della Costituzione &#8211; dell&#8217;art. 126-bis, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), introdotto dall&#8217;art. 7, comma 1, del decreto legislativo 15 gennaio 2002, n. 9 (Disposizioni integrative e correttive del nuovo codice della strada, a norma dell&#8217;articolo 1, comma 1, della legge 22 marzo 2001, n. 85), nel testo risultante all&#8217;esito della modifica apportata dall&#8217;art. 7, comma 3, lettera b), del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151 (Modifiche ed integrazioni al codice della strada), convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2003, n. 214, nonché dell&#8217;art. 180, comma 8, del medesimo d.lgs. n. 285 del 1992;</div>
<div class="ArborPara">che la censura di violazione dell&#8217;art. 3 della Costituzione, prospettata sotto il profilo della supposta «disparità di trattamento tra i cittadini, in particolare tra coloro che hanno la capacità patrimoniale di assolvere all&#8217;adempimento imposto e coloro che non hanno tale capacità», è manifestamente inammissibile, essendo la stessa «sollevata in modo astratto ed ipotetico» (ordinanza n. 66 del 2005);</div>
<div class="ArborPara">che l&#8217;ordinanza di rimessione non contiene, difatti, «alcun riferimento alle condizioni economiche» dell&#8217;attore nel giudizio principale, «né ad un&#8217;eventuale eccezione svolta dal medesimo in relazione ad una pretesa incapacità economica ad assolvere l&#8217;obbligo di pagamento» previsto dalle censurate disposizioni; omissioni che comportano «la inammissibilità della questione per difetto di motivazione sulla rilevanza» (ordinanza n. 66 del 2005);</div>
<div class="ArborPara">che è, del pari, manifestamente inammissibile la censura di violazione dell&#8217;art. 3 della Costituzione, prospettata sotto il profilo del difetto di ragionevolezza che connoterebbe l&#8217;impugnato combinato disposto normativo;</div>
<div class="ArborPara">che tale doglianza &#8211; a parte il poco comprensibile rilievo svolto dal rimettente, secondo cui «la sanzione prevista per il proprietario del veicolo non è riconducibile alla trasgressione di una specifica norma relativa alla circolazione stradale», giacché la sanzione ex art. 180, comma 8, del codice della strada è proprio diretta a reprimere non già un&#8217;infrazione stradale, bensì «l&#8217;omessa collaborazione che il cittadino deve prestare all&#8217;autorità amministrativa al fine di consentirle di effettuare i necessari e previsti accertamenti» (così, da ultimo, Cass. 23 giugno 2005, n. 13488; nello stesso senso già Cass. 5 marzo 2002, n. 3123 e Cass. 20 luglio 2001, n. 9924) &#8211; mira a stigmatizzare la equiparazione che le norme impugnate stabilirebbero tra condotte del tutto differenti;</div>
<div class="ArborPara">che, difatti, la sanzione pecuniaria <em>de qua</em> colpirebbe indifferentemente, secondo il rimettente, tanto il comportamento di chi si disinteressi completamente della richiesta di comunicare i dati personali e della patente del conducente, quanto il contegno di chi, «presentandosi o scrivendo», espliciti, invece, le ragioni che gli impediscono di ottemperare all&#8217;invito a rispondere, fornendo una giustificazione «legittima e ragionevole»;</div>
<div class="ArborPara">che il rimettente, tuttavia, non ha esplorato la possibilità di pervenire ad un&#8217;interpretazione delle norme impugnate conforme a Costituzione;</div>
<div class="ArborPara">che il giudice a quo, per un verso, ha omesso di verificare se il rinvio dell&#8217;art. 126-bis, comma 2, del codice della strada alla «sanzione prevista dall&#8217;art. 180, comma 8» del medesimo codice non sia esteso anche ai presupposti necessari, ai sensi della norma richiamata, per l&#8217;irrogazione di tale sanzione, e dunque se sussista in concreto un «giustificato motivo»;</div>
<div class="ArborPara">che, inoltre, il giudice rimettente neppure ha attribuito rilievo alla circostanza che agli illeciti amministrativi contemplati dal codice della strada si applica la disciplina generale dell&#8217;illecito depenalizzato di cui alla <strong>legge 24 novembre 1981, n. 689</strong> (Modifiche al sistema penale), il cui <strong>art. 3</strong>, nel subordinare la responsabilità all&#8217;esistenza di un&#8217;azione od omissione che sia «<strong>cosciente e volontaria</strong>», ha inteso, appunto, prevedere il <strong>caso fortuito </strong>o la <strong>forza maggiore</strong> quali <strong>circostanze idonee ad esonerare l&#8217;agente da responsabilità</strong>;</div>
<div class="ArborPara">che, dunque, il rimettente non ha verificato se, alla stregua di tale duplice argomento ermeneutico (letterale e sistematico), già esista la <strong>possibilità di discernere il caso di chi</strong>, inopinatamente, <strong>ignori del tutto l&#8217;invito «a fornire i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione»</strong>, <strong>da quello di colui che</strong>, «<span style="color: #993300;"><strong>presentandosi o scrivendo</strong></span>», <strong>adduca invece l&#8217;esistenza di motivi idonei a giustificare l&#8217;omessa trasmissione di tali dati</strong>;</div>
<div class="ArborPara">che, pertanto, la mancata verifica circa la possibilità di giungere ad un&#8217;interpretazione <em>secundum Constitutionem</em> del combinato disposto delle due norme censurate rende manifestamente inammissibile la questione sollevata (ordinanze n. 64 e n. 57 del 2006).</div>
<div class="ArborPara">Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.</div>
<div class="text">
<div class="ArborTitolo" style="text-align: justify;">per questi motivi</div>
<div class="ArborPara">LA CORTE COSTITUZIONALE</div>
<div class="ArborPara">dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell&#8217;art. 126-bis, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), introdotto dall&#8217;art. 7, comma 1, del decreto legislativo 15 gennaio 2002, n. 9 (Disposizioni integrative e correttive del nuovo codice della strada, a norma dell&#8217;articolo 1, comma 1, della legge 22 marzo 2001, n. 85), nel testo risultante all&#8217;esito della modifica apportata dall&#8217;art. 7, comma 3, lettera b), del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151 (Modifiche ed integrazioni al codice della strada), convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2003, n. 214, nonché dell&#8217;art. 180, comma 8, del medesimo d.lgs. n. 285 del 1992, sollevata, in riferimento all&#8217;art. 3 della Costituzione, dal Giudice di pace di Aosta con l&#8217;ordinanza di cui in epigrafe.</div>
<div class="ArborPara">Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 giugno 2006.</div>
<div class="ArborPara">DEPOSITATA IN SEGRETERIA IL 22 GIU. 2006.</div>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Come evitare la multa per omessa comunicazione dei dati del conducente</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 17:26:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Avv. Salvatore Iozzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione dati del conducente]]></category>
		<category><![CDATA[126 bis]]></category>
		<category><![CDATA[244/2006]]></category>
		<category><![CDATA[codice della strada]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione dati conducente]]></category>
		<category><![CDATA[corte costituzionale]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nel caso in cui la multa (non immediatamente contestata!) preveda la sanzione accessoria della decurtazione dei punti dalla patente hai un obbligo importante da assolvere.
La comunicazione dei dati del conducente
L’art. 126 bis del Codice della Strada ti impone di comunicare, entro sessanta giorni dalla notifica del verbale, le generalità e i dati della patente relativi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-298" style="border: 0pt none;" title="evitare-multa" src="http://www.multe-ingiuste.com/wp-content/uploads/2008/11/evitare-multa.jpg" alt="" width="425" height="282" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Nel caso in cui la multa (non immediatamente contestata!) preveda la sanzione accessoria della decurtazione dei punti dalla patente hai un obbligo importante da assolvere.</p>
<h3><span style="color: #993300;">La comunicazione dei dati del conducente</span></h3>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">L’art. 126 <em>bis </em>del Codice della Strada ti impone di comunicare, entro <strong>sessanta giorni dalla notifica del verbale</strong>, le generalità e i dati della patente relativi alla persona che conduceva il tuo veicolo al momento dell’infrazione.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Se non ottemperi a tale norma, riceverai un ulteriore verbale contenente una sanzione amministrativa pecuniaria piuttosto salata (da € 250,00 a € 1.000,00).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Capirai quindi l’importanza (per il tuo portafoglio!) di effettuare la comunicazione prescritta dalla legge.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Tuttavia, non di rado, tu proprietario potresti <strong>affidare</strong> la vettura a più persone.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-348" style="border: 0pt none;" title="istock_000005858023xsmall1" src="http://www.multe-ingiuste.com/wp-content/uploads/2008/11/istock_000005858023xsmall1.jpg" alt="" width="400" height="300" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">A questo punto, come faresti ad indicare l’effettivo conducente del veicolo di tua proprietà?</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">La risposta a questa domanda è semplice. <strong>Non lo puoi fare</strong>!</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">E’ noto difatti che il verbale di contestazione viene recapitato dopo svariati mesi dal giorno dell’infrazione e tu non hai l’obbligo di appuntare ogni singolo movimento della tua vettura e il nominativo delle persone alle quali hai affidato il tuo veicolo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Ma allora nulla potrai fare per evitare l’ulteriore verbale per omessa indicazione dei dati?</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Sbagliato!</p>
<blockquote>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Attenzione!</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Se è scaduto il termine entro il quale dovevi effettuare la comunicazione ai sensi dell&#8217;art. 126 <em>bis </em>C.d.S. e <strong>hai già ricevuto il verbale dei vigili per non aver fornito i dati del conducente,</strong> ecco la <strong><a href="http://www.multe-ingiuste.com/ecco-la-formula-di-ricorso-da-utilizzare-se-hai-ricevuto-la-multa-per-omessa-comunicazione-dati-del-conducente" target="_blank">formula di ricorso per contestare la multa</a></strong>.</p>
</blockquote>
<h3><strong><span class="ym_private_no_access"><div style="border-style:solid; border-width:1px; margin-bottom:1em; background-color:#E4F2FD; border-color:#C6D9E9; margin:5px; font-family:'Lucida Grande','Lucida Sans Unicode',Tahoma,Verdana,sans-serif; font-size:13px; color:#333333;"><div style="margin: 5px 10px;">Hai bisogno di loggarti o di registrarti per accedere all'area riservata di questa pagina</div><div align="center"><form id="ym_login_form" action="http://www.multe-ingiuste.com/wp-login.php" method="post">
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